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Palio 2011 Se si dovesse cambiare qualcosa, cosa faresti? |
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Storia degli Equipaggi |
Anno 1937 Da oggi iniziamo il nostro viaggio alla scoperta di tutti coloro che hanno fatto la storia del nostro Rione, un revival dal primo Palio fino ai giorni nostri. I vecchi saggi raccontano che il primo Palio Marinaro dell'Argentario,inteso come gara dei battelli, composti da un timoniere e quattro vogatori si svolse nel 1937. Questa prima edizione era considerata del tutto sperimentale; infatti ogni rione gareggiava con il proprio guzzo, e il nostro equipaggio vogava sul mitico Bifero dal quale prende il nome il nostro guzzo di allenamento. L'armo era composto dal timoniere Vongher Alfredo, meglio conosciuto dai santostefanese come Bazzino, che con il passare del tempo divenne una figura mitica, sia per il nostro Rione sia per il Palio stesso. Il primo reme Scotto Sirio, detto Sirio di donna; secondo reme Alocci Stefano; terzo reme Perillo Luciano detto il Moro; e a prua Fanciulli Mario detto Mario di Cleofe. La gara si svolse in un mare di ponente che mise a dura prova tutti e quattro gli equipaggi. Sullo svolgimento della gara, due sono le due versioni che vengono raccontate. La prima, quella che vide fin dalla partenza il nostro equipaggio avvantaggiarsi sugli altri, che in prossimità del traguardo i nostri vogatori credendo di aver concluso la gara, filarono i remi proprio mentre la Pilarella nel massimo dello sforzo del serra (aumento di palate) riuscì a superarci e a vincere la gara. Mentre la seconda versione narra che i nostri eroi per vincere l'emozione del momento, bevvero qualche bicchiere di troppo, e così negli ultimi metri mancarono di forza e lucidità per mantenere il vantaggio.
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Anno 1939 Cari amici, il nostro viaggio continua con le vicende del 1939. Come avete potuto notare, abbiamo saltato l'edizione del 1938, causa di mancanza di notizie. L'unica cosa certa pervenutaci è l'ordine d'arrivo, che vide vittorioso il Valle davanti alla Pilarella , Croce e Fortezza. Il Palio Marinaro del 1939, rappresentò per tutta la popolazione di Porto Santo Stefano, uno degli ultimi momenti sereni prima dello scoppio della guerra, che purtroppo seminò vittime e distruzione. I gozzi usati per la gara erano ancora messi a disposizione da privati; il Nostro "Bifero" era di propietà di Eliseo Sclano,un esperto maestro d'ascia, che riuscì a miscelare leggerezza e proporzionalità, e a tirar fuori dal battello grandi prestazioni. La cornice di pubblico presente, la giornata di calma assoluta, permisero di disputare il Palio in un clima di felicità. Fin dalle prime palate iniziali, il nostro armo la fece da padrone, tanto da prendere un discreto vantaggio, che a poco a poco diventò talmente grande che nel momento di tagliare il traguardo, il nostro timoniere "Bazzino", invece di fermarsi ritornò indietro e ridisputò il serra finale con il secondo classificato. L'equipaggio che ci regalò la prima vittoria della storia del nostro rione era così composto: Timoniere Alfredo Vongher detto Bazzino, primo reme Primo Orsini detto Ulle, secondo reme Vittorio Terramoccia detto Caratello, terzo reme Primo Modesti detto "Primetto", quarto reme Mario de Pirro detto Marietto.
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Anno 1940-1944 Questi anni per la popolazione di Porto Santo Stefano hanno rappresentato il periodo più drammatico della nostra storia. Il paesaggio si presentava immobile, mentre in uno specchio di mare calmo, la flotta navale era alla fonda in attesa di ordini. I venti che soffiavano erano quelli di guerra; infatti con la dichiarazione del 10 Giugno , anche l'Italia entrava in conflitto. In questi anni tutte le attività folkoristiche furono soppresse, perché ogni energia santostefanese fu profusa per le operazioni di guerra. Mancava la voglia di organizzare i consueti festeggiamenti patronali a causa dei gravi lutti che colpirono gran parte dei santostefanesi. Il nostro paese fu preso di mira dai numerosi bombardamenti alleati , a causa delle sue importanti e strategiche strutture portuali e di deposito carburanti e munizioni. Il patrimonio edilizio antistante lo Stadio del turchese, fu completamente distrutto. Gli anni che seguirono il conflitto, furono quelli della riorganizzazione, che misero a dura prova i Nostri paesani che con la loro forza d'animo e l'orgoglio che ci ha sempre contraddistinto, si rimboccarono le maniche e lentamente iniziarono il processo di ricostruzione. L' 8 Dicembre 2003 sono stati ricordati questi tragici eventi con varie manifestazioni che hanno coinvolto tutta la popolazione, che ha avuto il suo epilogo con la posa di una targa ricordo nel palazzo municipale.
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Anno 1945 Siamo nel 1945,anno in cui riprese il Palio Marinaro, dopo la pausa dal 1940 al 1944. Da saggi racconti, e soprattutto da memorie fotografiche, è commovente vedere come ogni spazio lasciato libero dalle macerie dei bombardamenti, sia occupato da persone che seppur colpite da lutti e sofferenze, volevano assistere alla gara. L'organizzazione di questa edizione, come facile intuire, fu del tutto improvvisata senza aiuto dei rioni. I battelli usati per la gara furono delle barche uscite indenni dalla guerra, quindi tutte diverse tra loro; ma poco importava, l'essenziale era che consentissero la voga. Per la cronaca il nostro gozzo portava il nome di " CESARE ALBERTO " di proprietà di Ugo Corsi (un signore di Orbetello). Il nostro armo era formato da un gruppo di amici , fondatori di una associazione ricreativa detta MOM, che si contrapponeva ad un altro gruppo culturale denominato il PRURITO. Era composto dal timoniere Carlo Schiano, capovoga Angelo Alocci (Castagnara), secondo reme Mario De Pirro, terzo reme Salvatore Schiano (Toretto ), quarto reme Federigo Varoli (Chito). I nostri portacolori condussero un intensa gara appaiati ad un altro equipaggio, un testa a testa fino a tagliare il traguardo e dopo varie discussioni furono classificati al secondo posto.
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Anno 1946-1947 Anche per queste due edizioni le notizie ricevute sono frammentarie. Siamo comunque di fronte a scenari piuttosto desolanti e tristi per tutto il promontorio. Le macerie sono ovunque, e i palazzi ancora danneggiati dai bombardamenti, sono la cornice di un paese che ancora non riesce a dare segni di una vera e propria rinascita; anche dal lato strettamente sportivo, gli equipaggi venivano messi insieme all'ultimo momento, e il Palio rappresentava l'avvenimento più importante del momento. Per mancanza di notizie precise, siamo in grado soltanto di fornire l'ordine d'arrivo di questi due anni, che ci videro arrivare secondi e terzi, senza però sapere i nomi dei nostri vogatori.
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Anno 1948 Il palio disputato nel 1948, è senz'altro per i nostri colori un palio da ricordare. Infatti segna la nostra seconda vittoria. Fu un'edizione particolare, in quanto, prima di tutto si disputò di mattina e poi perchè alla partenza si scatenarono polemiche sulla disparità dei guzzi. Il nostro Rione partecipò con il guzzo TARWITA' di propietà del nonno di Galatolo Angelo (Angioletto), un battello di 6 mt. di lunghezza con la grande capacità di scivolare nell'acqua. L'equipaggio era composto dal timoniere Armando Solari, capovoga Guido Schiano, secondo reme Giovanni Schiano, terzo reme Floridio Galatolo e quarto reme Sergio Galatolo. Dopo la vittoria le premiazioni non vennero fatte, a causa della penuria che c'era in quel momento, però la soluzione la trovò Floridio che portò il suo equipaggio a festeggiare nella cantina di Cecchino.
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Anno 1949 In tutta la storia del Palio Marinaro, che va dal 1937 ai giorni nostri,l'edizione che ebbe una particolarità unica, fu senza ombra di dubbio quella del 1949. Infatti, prima di tutto la gara fu divisa in due parti: la mattina vennero fatte le eliminatorie, e il pomeriggio le finali. L'altra caratteristica fu quella dell'uso di soltanto due imbarcazioni, simili tra loro, messe a disposizione dai Sig.ri Galgani (l'Ida) e dai Sig.ri Baschieri (l'Alga). Le due barche erano classiche lance con la poppa quadra, usate prevalentemente come imbarcazioni da diporto. Tecnicamente la gara vide vincente sia al mattino, sia al pomeriggio il nostro Rione, che si aggiudicò per il secondo anno consecutivo il Palio Marinaro. La composizione dell'armo vide come timoniere Alfredo Vongher (Bazzino), capovoga Silvano Costanzo (la Serpa) e a seguire Gabriello Galatolo (Zanna), Piero Galatolo e Pietro Anichini (la Bionda).
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Anno 1950 Il 1950 segna per il Palio Marinaro dell'Argentario l'anno della svolta sotto il profilo dell'organizzazione. A subire le vere novità, fu soprattutto la parte tecnica; il Comune fece realizzare dai cantieri di Limite sull'Arno (PISA) 4 battelli uguali di misura e peso, di nome Grecale, Scirocco, Libeccio e Maestrale. Per una maggiore spettacolarità dell'evento, il percorso di gara fu diviso in quattro corsie da 1000 mt. con due girate al largo e una a terra. Altra novità apportata fu l'assegnazione dello stendardo al rione vincente. Il 1950 fu l'anno in cui il Palio si disputò il 16 Agosto invece del 15, a causa delle cattive condizioni del tempo, e le boe impiegate per le girate furono delle piramidi di legno galleggianti. Il nostro equipaggio, sempre sotto la guida del timoniere Alfredo Vongher, vinse per la terza volta consecutiva. Di notevole importanza fu la tecnica di voga introdotta dal capovoga Mario De Pirro(frequenza razionale di voga e le dieci mezze palate in partenza), che consentì ai nostri vogatori di acquisire da subito un notevole vantaggio. Gli altri nostri portacolori furono al secondo reme Gabriello Galatolo, al terzo Silvano Costanzo e al quarto Pietro Anichini.
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Anno 1951 Dopo tre successi consecutivi(che se fossero riportati ai giorni nostri ci consegnerebbero la coppa d'oro), arrivammo a disputare il Palio del 1951 con il ruolo di protagonisti incontrastati. Tra tutti, equipaggio e contradaioli, aleggiava l'ottimismo in quanto avevamo un gruppo di ragazzi forti e ben equilibrati, ma soprattutto dal fatto che i riscontri cronometrici dei giorni precedenti alla gara, davano risultati favorevoli ai nostri portacolori. Ma spesso come accade nella vita quotidiana, quando si ha il ruolo di primo piano per raggiungere qualche obbiettivo, spesso per un motivo o per l'altro non si centra. E così tra la delusione di tutti i rionali, questo accadde al nostro armo; forse per troppa foga oppure per aver portato una palata sbagliata, ci classificammo al secondo posto. L'equipaggio era timonato da Alfredo Vongher, al primo reme Mario De Pirro, al secondo reme Silvano Costanzo, al terzo reme Ettore Lubrano e al quarto Gerardo Pieroni.
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Anno 1952 Del Palio del 1952 le testimonianze raccolte non sono molte. Sappiamo che per timoniere il nostro Rione aveva scelto uno dei personaggi tipici del Paese e cioè Armando Ballerano detto Zì Rapa. Personaggio curioso, sempre leccato in testa, raccoglieva cartoni con il suo barroccetto per tutto il paese, specialmente nei giorni di mercato. Il sorteggio dei battelli ci consegnò lo scirocco; gli altri componenti del nostro armo furono Mario De Pirro, Orlando Scotto, Rolando Galatolo, Gerardo Pieroni. Dopo una partenza ritardata a causa del mancato allineamento dei gavitelli a largo, posti allora a 1000mt, venne disputata una faticosa gara per i nostri portacolori che alla fine tagliarono il traguardo al terzo posto.
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Anno 1953
Il 1953 consegna di nuovo nelle mani del capitano del Rione Croce,Dr.Mario Vincenti(tra l'altro Presidente della Federazione italiana dei medici sportivi), lo stendardo simbolo dell'ennesima vittoria.
Il consiglio che compose l'equipaggio, riuscì a miscelare un misto di tecnica e potenza, dove sotto l'attenta regia del timoniere Alfredo Vongher (Bazzino), il capovoga Mario De Pirro (a quel tempo grande canottiere) e tre pescatori di professione,Pietro Anichini, Mario Anichini(Letto) e
Gabriello Galatolo (Zanna) seppero imprimere alla gara un ritmo forsennato sin dalla partenza,
acquisen- do un notevole vantaggio che permise di terminare la gara al primo posto senza tante difficoltà.
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Anno 1954
Nel 1954 il Rione Croce partecipò al Palio Marinaro con il seguente equipaggio:
timoniere Alfredo Vongher, ormai alla sua settima gara, Galatolo Gabriello, Anichini Mario, Costanzo Silvano, Anichini Pietro.
Di quell'anno, si ricorda soprattutto lo sbarco a causa di una tendinite al braccio di De Pirro Mario detto Cecco il Montagnolo.Gran canottiere, e grande capovoga, nonostante la sua caparbia e tenacia negli allenamenti, dovette dare forfait a pochi giorni dal Palio ; fu sostituito da Gabriello Galatolo.
Anche se dolorante, Cecco partecipò ugualmente alla sfilata del 15, dimostrando grande attacamento per i colori bianco - rosso.Il battello che la sorte ci riservò fu il Libeccio, e tagliammo il traguardo al secondo posto.
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Anno 1955 Altra novità degli anni 50’, fu l’uso legittimo del succo di pala di fico che, spalmato sotto la carena, secondo il parere degli esperti favoriva lo scivolamento della barca. Nel 1955, il nostro rione, accogliendo i suggerimenti del buon "piciocco", sperimentò l’uso del grasso extra denso per ridurre la resistenza all’acqua del "guzzo". Il risultato fu l’esatto contrario. Infatti, durante la voga il grasso si addensava regolarmente sotto poppa, creando una forza resistente e contraria. Morale della favola: ultimo posto senza storia. L’equipaggio di questa edizione era timonato dall’inossidabile Alfredo Vongher "Bazzino", Francesco Galatolo "Ciccio Zanna", Romildo Sclano, Pietro Anichini, Orlando Scotto. Dalle numerose foto dell’epoca si nota la partecipazione numerosa e calorosa della popolazione all’avvenimento.
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Anno 1956
Nel 1956 il consiglio direttivo per contrastare lo strapotere del Rione Pilarella dei vari Toretto e della mitica coppietta (Carlo e Peppe), decise di comporre l'equipaggio con un capovoga tecnico e con tre pescatori abituati al reme.E così sotto la regia di Mario De Pirro (Cecco), Gabriello Galatolo, Mario Scotto, Luciano Sclano (Strapuntino) timonati dal giovane Umberto Alocci (Umbertino), le provarono di tutte per aggiudicarsi la gara, ma evidentemente non bastò e terminarono la gara al terzo posto.Su questo Palio, due parole vanno spese su Umbertino, il quale si presento al via senza tanta esperienza ma con tutto ciò, seppe dare del filo da torcere agli tre equipaggi con una grande condotta di gara.Altra novità di questa edizione è che fu ripresa in un documentario di quelli che facevano da prembolo nelle sale cinematografiche dalla proiezione di un film.
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Anno 1957 Diciamo subito che il 1957 ha segnato per il Rione Croce un quarto posto dovuto soprattutto allo sbarco, in prossimità della gara, dei vogatori più titolati al momento. Si ebbe un palio di fortuna con ragazzi presi per la strada; il timoniere Gianni Moriani strutturò l' equipaggio con Romildo Sclano, Franco Galatolo, detto il "Segre", Silvano Costanzo e Francesco Galatolo, detto Ciccio Zanna. All'arrivo, visto che in quegli anni soltanto i vincitori ricevevano il premio, i nostri portacolori una volta giunti sullo scalo tirarono il battello a terra e se andarono via senza ricevere nessun ringraziamento.
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Anno 1958
Il 1958 viene ricordato da tutti i simpatizzanti del Palio come l'anno del " colpo del cartoccio "; così venne denominato il clamoroso passaggio da parte della gloriosa coppietta Carlo e Peppe dalla Pilarella al nostro rione. Non si sa di preciso se fu qualche diverbio di troppo, oppure la bravura della dirigenza della Croce ma di fondo i due ragazzi insieme a Remo Lacchini ( timoniere ), Mario Loffredo e Giuseppe Collantoni, gareggiarono con la casacca biancorassa. Nonostante i favori del pronostico, quell'edizione per i nostri portacolori terminò con un secondo posto.Al termine della gara si scatenarono le solite polemiche; infatti il Valle dopo la vittoria venne accusato di aver spalmato di cellulosa la carena e di aver furbamente spostato l'asse di appoggio dei sedili di voga.
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Anno 1959 Dopo le polemiche dell'anno precedente, l'edizione del Palio targato 1959, fu per il Rione Croce, un anno di transizione e di rinnovamento. Infatti per mettere a tacere tutti, dopo il colpo del "cartoccio" e cioè il passaggio delle coppiette nel nostro rione, il consiglio direttivo decise di comporre un equipaggio nuovo di zecca ad eccezione del timoniere Gianni Moriani, i vogatori erano tutti esordienti. Al primo reme Mario Boc- chia (Carmelino) ingaggiato solo una decina di giorni prima del Palio, al secondo reme Guido Lavoratori, terzo reme Erasmo Diodati (Ninetto) e a prua Alessandro Chiocca.I nostri ragazzi si classificarono al terzo posto, riuscendo a strappare applausi e incitamento per l'accanita volontà di non arrivare ultimi profondendo ogni energia per raggiungere il Valle in pros- simità del traguardo.
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Anno 1960 La notizia più clamorosa di questo Palio, è senza ombra di dubbio, il nuovo imbarco da parte del nostro consiglio direttivo della mitica "Coppietta" alias Carlo e Giuseppe Loffredo.Infatti, dopo il colpo del cartoccio, cioè l'imbarco del 1958 i due fratelli si ripresentarono alla gara del 15 Agosto indossando i nostri colori.L'equipaggio venne allestito gli ultimi giorni ed era composto da Lionello Costanzo (Lello Spalletta) timoniere, al primo reme Carlo Loffredo, secondo reme Giuseppe Loffredo, terzo reme Erasmo Diodati, e al quarto reme Giordano Sillani. I nostri ragazzi dopo una dignitosa gara, conclusero al terzo posto. Purtroppo questa edizione registrò l'ultima presenza di Carlo Loffredo, che pochi mesi dopo perì insieme ad altri tre santostefanesi nel naufragio di Capo Corso.Per qualche periodo tra la comunità di Porto Santo Stefano si nutrirono delle speranze di rivedere Carlo in vita, visto la grande capacità notatoria che aveva, ma purtroppo così non fù.
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Anno 1961
Il Palio Marinaro del 1961 vide il nostro rione classificarsi al secondo posto; particolarità di quell'edizione furono sia i palloni posti sopra i paletti di girata, sia la dotazione per gli equipaggi di un reme più lungo. I palloni sule boe furono necessari, perchè nelle regate precedenti composte da tratte più lunghe, era sovente sbagliare da parte dei timonieri: mitico fu lo sbaglio del gabbiano con la boa a largo. A livello tecnico la gara fu impostata dal nostro equipaggio in questo modo: in partenza una ventina di mezze palate per poter prendere del vantaggio e poi allungare durante la gara.Quasi tutto riuscì alla perfezione, ma purtroppo tagliammo il traguardo al secondo posto. Il nostro equipaggio era composto dal timoniere Vittorio della Monaca, capovoga Giordano Sillani, secondo reme Franco Benedetti, terzo reme Aurelio Busonero e quarto reme Silvano Picchianti.
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Anno 1962 Di questa edizione possiamo citare soltanto chi ha difeso i nostri colori,perchè purtroppo non siamo in grado di fornire ne commenti alla gara ne aneddoti di quel periodo.L'equipaggio era composto dal timoniere Vittorio della Monaca, primo reme Erasmo Diodati, secondo reme Giuseppe Costantini, terzo reme Armando Tortora, e a prua Michele Giovani.i nostri ragazzi tagliarono il traguardo al secondo posto.
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Anno 1963 L'equipaggio che il consiglio direttivo pensò di presentare per la gara del 15 Agosto, fu lo stesso del 1962.Si continuò con la stessa preparazione, ma ci fu una variazione di reme tra il primo e il secondo,che si scambiarono di posto.Quindi il nostro armo si presentò ai nastri di partenza con il seguente equipaggio: timoniere Vittorio della Monaca (vincitore tra l'altro del secondo timone d'argento consecutivo), capovoga Giuseppe Costantini, seondo reme Erasmo Diodati, al terzo reme Armando Tortora e a prua Michele Giovani.Risultato finale ennesimo secondo posto.
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Anno 1964 Il Palio Marinaro del 1964, ebbe come caratteristica principale, le cattive condizioni del mare; a causa del forte maestrale che imperversava nello specchio del Turchese, la giuria decise di rimandare la partenza fino al calar del sole, nella speranza di condizioni migliori.Da come raccontano le cronache, la partenza fu data lo stesso, e in quel mare agitato il nostro battello ballava come un guscio noce sulla cresta dei marosi.Al termine dello sforzo, da alcuni definito sovraumano, i nostri ragazzi giunsero al traguardo conquistando il quarto posto.L'equipaggio era composto da Aldo Lubrano, Mario Alocci, Giovanni Berni, Giancarlo Bocchia e da Marcello Bausani.
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Anno 1965 Di questo palio non è che abbiamo raccolto molte notizie, comunque a farla da padrone in questa edizione, fu senza dubbio il mal tempo, che con il mare in cattive condizioni provocò lo slittamento dello sparo ufficiale al giorno successivo.E come avviene quasi sempre, a vincere il 16 Agosto fu l'armo del Rione Fortezza.Il nostro equipaggio composto in un primo tempo dal timoniere Piero Fanciulli a cui seguitò Ottorino Palombo,dai fratelli Michele e Elio (Luciano) Giovani,Vivaldo Palombo e Santi Landini si classificò al secondo posto ottenendo la classica posizione d'onore.
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Anno 1966 Dopo anni di insuccessi, il nostro armo si presentò alla 25° Edizione della regata di mezz'Agosto, con la giusta voglia di riscatto e di vittoria; fu composto un equipaggio di tutto rispetto, che vedeva al timone Vittorio della Monaca,Vivaldo Palombo capovoga, Santi Landini, Michele Giovani e Luciano Giovani a prua. Durante gli allenamenti, i tempi davano ragione ai nosri ragazzi, ma purtroppo nella sfilata del 15 Agosto, o per una errata alimentazione o per l'eccessiva emozione, il capovoga ebbe un indisposizione che condizionò il rendimento di tutto l'equipaggio che concluse la gara con il classificò al terzo posto.
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Anno 1967 Tutte le edizioni del Palio Marinaro vengono contraddistinte da qualche episodio o aneddoto che danno modo di dibattere o risaltare sia l'accaduto sia la manifestazione stessa. Particolare per il nostro rione del 1967, fu senza dubbio l'imbarco di tre fratelli sullo stesso battello, i mitici Cicchetta, che insieme a Mario Alocci detto il "grancio" e a Domenico Nieto andarono a formare il nostro equipaggio per partecipare al Palio di quell'anno. Nonostante tutta la buona volontà e soprattutto la determinazione negli allenamenti, il risultato finale non fu che un misero quarto posto.
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Anno 1968 Il Palio Marinaro del 1968, anche se fu l'edizione che assegnò la coppa d'oro al rione Valle, non destò grande partecipazione sia da parte della stampa, sia da parte della popolazione.Il nostro consiglio direttivo decise di imbarcare tre vogatori provenienti dalla Pilarella, e di affidare la parte tecnica e quella di allenamento a Michele Giovani detto " Cicchetto "; quest'ultimo da parte sua, decise di dirigere il gruppo fino a pochi giorni dalla disputa del Palio, per poi passare la mano a Vittorio Della Monaca, ritenuto in quel periodo il miglior elemento della piazza.L'assetto del nostro armo era così composto: timoniere Vittorio Della Monaca,Bocchia Franco,Elio Giovani,Santi Galatolo e Gaetano Galatolo.I nostri ragazzi dopo un Palio tirato fino all'ultimo, dovettero cedere per un soffio al Valle che si aggiudicò gara e coppa d'oro.
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Anno 1969 E' l'anno della tanto sospirata vittoria.Pur non godendo dei favori del pronostico degli esperti, il nostro giovane armo riuscì ad impostare una gara basata sulla tecnica e sulla maestria del timoniere, Michele Giovani alias Cicchetto. L'entusiasmo che provocò l'inaspettata vittoria fu talmente tanto, che i sostenitori appena il battello tagliò l'arrivo, lo affondarono con tutto l'equipaggio. Capitano di quell'anno era Mario Giovani, fratello di Michele, di Enzo e di Elio (Luciano), che con Stefano Fanciulli detto Borra e Nazzareno Bausani detto Cappuccella, composero il team vincente. Memorabile fu la battuta coniata quando il battello andò in fondo:"Si è rovesciato il portacenere", visto i tanti cicchetti a bordo. Michele alla fine del Palio fu premiato come miglior timoniere con la medaglia d'oro.
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Anno 1970 Dopo la splendida e inaspettata vittoria del 1969, la dirigenza biancorossa non riuscì a riconfermare in blocco lo stesso armo. Nell'edizione del 1970 partecipò con 4/5 dell'anno precedente, con il cambio del secondo reme; infatti sbarcò Stefano Fanciulli e venne preso Carlo Landini. Altra caratteristica di questo palio, fu l'inserimento della riserva, Franco Lacchini detto Tanacca, che andò a sostituire il capovoga Elio Giovani in più di una'occasione causa forti attacchi di tonsillite per quest'ultimo. Stà di fatto che con questi continui cambiamenti, i nostri ragazzi arrivarono al giorno del Palio in condizioni di forma non ottimali, e condussero una gara anomala tanto da tagliare il traguardo al quarto posto. L'equipaggio era così formato: timoniere Michele Giovani,capovoga Elio Giovani (Luciano), secondo reme Carlo Landini,terzo reme Nazzareno Bausani detto "Cappuccella " e a prua Enzo Giovani, il terzo dei Cicchetti.
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Anno 1971 L'anno della xxx edizione del Palio Marinaro dell'Argentario, vide il nostro equipaggio presentarsi con i seguenti vogatori: Michele Giovani, Elio Giovani(Luciano), Mario Alocci, Silio Schiano, Emilio Costanzo, che in extremis sostituì Nereide Galatolo. Per gli esperti, il nostro armo era nel lotto dei favoriti. ma sin dall'inizio la gara si presentò in salita: ora non sappiamo se fu l'emozione, o una tattica studiata a tavolino, ma lo svantaggio accumulato alla prima girata fuori, era considerevole. La delusione la fece da padrone nei sostenitori, ma con il passare delle vasche, i metri di svantaggio diminuirono, tanto da diventare ben presto quel vantaggio che ci regalò la vittoria. La felicità tornò ad aleggiare tra i rionali che dal tanto entusiasmo festeggiarono fino alle prime luci dell'alba.
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Anno 1972
Dopo la vittoria inaspettata del 1971, il consiglio direttivo compì un grande colpo di mercato;infatti approfittando della non riconferma del Valle, ingaggiò come preparatore un mostro sacro come Valentino. Il grande timoniere, un po' per amore alla manifestazione e un po' per rivalsa nei confronti del suo rione, accolse volentieri l'invito di aiutare il nostro armo. All'inizio il suo ruolo era quello di dare dei suggerimenti, ma ben presto accorgendosi di avere per le mani un ottimo equipaggio, decise di prendere in mano la situazione e di sedersi definitivamente sulla poppa del guzzo biancorosso. La gara del 15 Agosto fu emozionante; i nostri ragazzi dettero vita ad un ottimo palio che alla fine ci consegnò la seconda vittoria consecutiva. Una nota di colore da sottolineare, fu quella che vide Valentino non indossare i colori biancorossi per amore del Suo beneama- to Valle. Gli altri componenti che ci regalarono la vittoria furono: Nereide Galatolo capovoga, Mario Alocci (Grancio), Emilio Costanzo e Dante Schiano.
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Anno 1973 Continua il viaggio nella storia dei nostri equipaggi.Siamo giunti nel 1973 anno in cui, grazie ai due successi precedenti siamo in lizza per aggiudicarsi la coppa d'oro. Già dai primi giorni di allenamento, si respirava aria d'inganno nei confronti dei nostri ragazzi.Puntualmente il 15 Agosto avvenne una falsa partenza, che provocò nel nostro equipaggio una grossa spesa di energie nervose e fisiche, che furono fatali durante il Palio.Tra i tanti racconti degli interpreti principali di quell'anno, molti indicano come maggiore responsabile dell'accaduto Michele Giovani (Cicche) timoniere in quell'occasione di un'altro rione, che notata la netta superiorità della Croce decise di architettare il tutto.Comunque c'è da dire con grande rammarico, che alla fine perdemmo il palio soltanto per pochi centimetri e di conseguenza purtroppo anche la coppa d'oro.I rappresentanti biancorossi di quell'anno furono:Roberto Bausani (Tuffetto), Emilio Costanzo, Nereide Galatolo, Mario Alocci e Dante Schiano.
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Anno 1974 E' l'anno dell'imprevisto.Soltanto così si può definire lo sbarco di Angiolo Orsini, detto Tacconi, il pomeriggio del 15 Agosto.Dopo aver pranzato,fù colpito da un malore e dovette lasciare l'equipaggio.Lo scoramento prese il sopravvento negli altri ragazzi, che a poche ore dalla partenza del palio decisero di imbarcare Primo Minutolo come timoniere e di passare il titolare del timone Nazzareno Bausani al reme, mescolando non di poco l'armo.Nonostante il poco allenamento di " Cappuccella", l'orgoglio e la volontà dei nostri ragazzi ci permise di ottenere alla fine della gara un secondo posto che assomigliava più ad una vittoria per tutti gli imprevisti che erano successi.I componenti del nostro armo furono: Primo Minutolo, Nereide Galatolo, Perillo Luciano, Nazzareno Bausani ed Elio Giovani (Cicchetto).
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Anno 1975 Gli anni settanta hanno rappresentato per i nostri colori, un periodo ricco di soddisfazioni e di vittorie.Dopo aver mancato di poco, la prima coppa d'oro, ci siamo presentati allo sparo del 15 Agosto con equipaggi sempre competitivi.Il 1975 è uno di questi anni,dove un equipaggio composto per lo più da muratori,ma che nell'ambito del palio rappresentavano i migliori elementi sulla piazza, dettero spettacolo per la facilità di arrivare per primi sul traguardo.A dire la verità, gli esperti in tempi non sospetti,avevano espresso il loro parere mettendoci in prima linea per la vittoria finale.Tutto questo fu dimostrato in gara, quando i nostri ragazzi dopo un'ottima partenza, riuscirono a tenere una condotta di gara ottimale,che gli permise di tagliare il traguardo con un'ottantina di metri di vantaggio sul secondo.I ragazzi che facevano parte dell'armo erano i tre fratelli Giovani (Cicchetti) Michele, Enzo, Luciano, Franco Roncolini (Robusto) e Roberto Palombo (Piovino).
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Anno 1976 Nel 1976 avviene la sostituzione dei vecchi battelli con quelli che sono tuttora in attività (F.lli Mileo).L'errore clamoroso che commise il Comitato Palio di allora, fu senza dubbio quello della consegna che avvenne due giorni prima del Palio.Questo non permise all'equipaggi di conoscere al meglio il battello, sia come stabilità, come manovrabilità nelle girate in quanto più lungo dl precedente, ma soprattutto per la chiglia più accentuata, tanto che in seguito fu necessario stendere il dritto di poppa.Il nostro timoniere per cercare di eliminare qualche lacuna sull'assetto,accorciò il biagio del timone, ma al momento del rito della misurazione,fu scoperto e gli venne imposto il ripristino con l'inchiodatura di un supporto di legno.In questi anni, come di consuetudine, partivamo con i favori del pronostico, ma la destrezza del timoniere della Pilarella, che nelle girate introdusse la siata, ebbe la meglio e vinse il Palio. Nonostante uno sforzo notevole, nel cercare di eliminare lo svantaggio, il nostro armo giunse al traguardo al secondo posto.In questa edizione eravamo rappresentati: Elio Giovani, Gaetano Galatolo, Nereide Galatolo, Enzo Giovani e Michele Giovani.
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Anno 1977 Dopo che per anni, gli armi della Croce furono composti da rematori d'esperienza,in questo anno la dirigenza biancorossa decise di cambiare tendenza, scegliendo tutti elementi giovani.L'unico ad avere provato il brivido dello sparo della partenza del Palio, fu il timoniere Enzo Giovani;a lui venne affidato l'incarico sia della preparazione a terra che quella a mare.Corse mattutine e vogate alla lunga il pomeriggio, furono gli ingredienti di un duro allenamento, portato avanti con tanto sacrificio dai nostri giovani portacolori.Gli altri membri che andarono a completare l'armo furono: Gianni Orsini detto "Pagnotta",Quinto Veriani,Roberto Fanciulli detto "Speziale" e Terzo Baffigi.La gara sin dall'inizio prese una brutta piega per il nostro battello, che pagando soprattutto lo scotto dell'emozione, che travolge tutti coloro che si affacciano nello stadio del Turchese per la prima volta,concluse all'ultimo posto.
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Anno 1978 A caratterizzare l' edizione del 1978, fu senza ombra di dubbio lo scontro alla prima girata a terra tra l'equipaggio della Pilarella, timonata da Enzino Cicchetta, che stava entrando e l'equipaggio del Valle che ne usciva, trovandosi già nettamente in vantaggio.Accaduto il fatto il popolo bianco-azzurro scatenò il finimondo,minacciando e inveendo contro il povero Cicche, reo di aver combinato il guaio.Dopo frenetiche cosultazioni,la giuria decise di rinviare la gara al pomeriggio del giorno successivo.Il rinvio del palio, provocò tante discussioni tra la gente,che accese grande interesse per la manifestazione,tanto da creare ovunque capannelli di persone dove ognuno voleva dire la sua.Quando le polemiche tra i protagonisti si placarono, dopo un attenta valutazione sulla condotta di gara, da parte del rione Pilarella, la colpa venne attribuita ai grossi panfili ormeggiati lungo il molo,che con le loro lunghe prue, riducevano lo specchio di mare dello stadio del Turchese.Per questo motivoda allora, la banchina viene lasciata libera il giorno del palio.Come di consuetudine,il 16 di Agosto lo stendardo venne consegnato nelle mani del capitano del rione Fortezza,che nel serra finale ebbe la meglio sul nostro battello (anche se molti il nostro armo tagliò per primo il traguardo).I nostri rappresentanti per questa edizione furono; Nazzareno Bausani "Cappuccella",Emilio Costanzo,Quinto Veriani, Roberto Palombo "Piovino" e Amerigo Orsini detto"Pelo".
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Anno 1979 Dopo soltanto tre anni,dall'ultimo successo ritorniamo alla vittoria.Questa volta, ad avere la bacchetta di direttore d'orchestra in mano, troviamo Nazzareno Bausani detto "Cappuccella".In questa edizione, bisogna riconoscere i meriti di Neno, che ha saputo miscelare esperienza e gioventù,traendo il massimo risultato.Si è avvalso dell'esperienza del capovoga Emilio Costanzo (l'unico riconfermato dell'anno prima), e dalla freschezza atletica di Mario Schiano,Nilvo Cerulli e di Massimo Costanzo.La gara in se stessa, si dimostrò avvincente;ma sin dalle prime vasche, la supremazia del nostro equipaggio si fece sempre più schiacciante tanto da permettere ai nostri ragazzi di conquistare la decima vittoria della storia della Croce.
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Anno 1980
Dopo il successo ottenuto l'anno precedente,il consiglio direttivo decise di prolungare il rapporto di fiducia con il timoniere Nazzareno Bausani,affidandogli l'incarico della composizione del nuovo armo.Con l'esperienza maturata negli anni precedenti, Neno anche per quest'anno riuscì a comporre un ottimo gruppo, proponendo oltre la figura mitica del palio, cioè Emilio Costanzo (Emilietto),affiancatodal compianto Stefano Mascioli,Venilio Palombo detto" Mosdea "e Dante Schiano.Il palio disputato dai nostri ragazzi fu di tutto rispetto, tanto da raggiungere un ottimo secondo posto.
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Anno 1981 Entriamo nel periodo più bello e affascinante della storia biancorossa.Sono i primi anni ottanta, dove noi "ragazzini" inneggiamo ancora i nostri eroi per tutte le strade del rione,dove ancora qua e là, ci sono scontri tra i diversi gruppi rionali, oppure le grandi sfilate di macchine smarmittate fanno da corredo alla tanto attesa sfida della sera.A dire il vero il 1981 non è che sia di grande auspicio per la Croce.Infatti, nonostante il buon equipaggio messo su ancora una volta dal riconfermatissimo Nazzareno Bausani detto "Cappuccella",il nostro rione terminò al quarto posto.Da segnalare il forte vento di maestrale, che imperterrito soffiò per tutto il periodo della gara.I nostri ragazzi, riuscirono alla prima girata fuori a mettere la prua del battello davanti a tutti gli altri e ad uscire per primi dal gavitello; ma purtroppo con il proseguire della gara,vennero ripresi e superati.Neno riconfermò dall'anno precedente il compianto Stefano Mascioli, inserendo l'esperienza con Gianni Orsini detto "Pagnotta", Gianni Fanciulli detto "Lecca Lecca" e Giovanni Schiano detto "Trappolino".
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Anno 1982 Dopo undici anni al comando del Rione, si conclude il mandato di Enrico Bocchia, che ci ha saputo regalare quattro vittorie negli anni 71 - 72 - 75 e 79.Gli subentra Emanuele Cerulli che con l'insediamento del nuovo consiglio direttivo decise di rinnovare per intero tutto l'equipaggio.La regia di questo nuovo gruppo, in quanto timoniere, è affidata ad Arturo Cerulli, che seppe introdurre nuovi sistemi di preparazione per tutto l'ambiente del palio.Gli altri componenti dell'armo biancorosso furono Domenico Solari, Nilvo Cerulli, Massimo Costanzo e Amedeo Breschi.La gara fu contrassegnata da un episodio negativo che compromise la gara dei nostri ragazzi.Infatti alla girata dei 2000 mt., il nostro capovoga perse il controllo del reme,subendo un doloroso contraccolpo allo stomaco.Nonostante tutto terminammo la gara con un ottimo secondo posto.
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Anno 1983
Sembra proprio che la cattiva sorte si sia impossessata del nostro rione. Quest'ultimi due anni sono stati contrassegnati da episodi, che senza dubbio hanno contribuito notevolmente a ridimensionare i nostri armi, se quello dell'anno scorso fu catalogato come errore umano (scappato il reme dalle mani), quello di quest'anno è senza dubbio un errore tecnico, dovuto alla pochezza del materiale usato per fare lo stroppolo. Ci presentiamo a nastri di partenza con un equipaggio tutto nuovo, con Aldo Anastasia al timone, con due ragazzi che negli anni passeranno alla storia per le vittorie nelle coppe d'oro, cioè Angelo Galatolo e Mario Loffredo, con un altro debuttante Rodolfo Benedetti e con l'unico elemento di esperienza Maurizio Capitani;per essere un pochino cattivelli, possiamo dire che per quest'ultimo era arrivato il momento di appendere il cosidetto reme al chiodo, visto l'avanzata età e la mancanza di stimoli. Non ce ne voglia a male Maurizio, ma forse forse la storia dello stroppolo in fin dei conti fu solo una scusa, la gara come tutti ricorderanno, ci vide classificare al terzo posto, ma tutto sommato ci regalò la scoperta del grande Angioletto.
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Anno 1984 Cari rionali, siamo giunti dopo tanto narrare, a quel periodo di storia che ci rende orgogliosi di essere crociaioli.Siamo nel 1984 e la prima cosa da registrare è il cambio al vertice del rione;ad Emanuele Cerulli subentra Marcello Fantaccini.A livello di equipaggio, le conferme dell'anno passato furono Angelo Galatolo e Mario Loffredo, al timone ritornò Michele Giovani detto "Cicchetto", e a completare l'equipaggio le scelte ricaddero su Umberto Amato e Sergio Schiano.Dopo poco tempo le cose non quadravano a livello comportamentale.Si decise per lo sbarco di Loffredo, e l'imbarco di Franco Russo, ma anche questa non fu la soluzione finale.Infatti lascelta definitiva avvenne solo l'8 di Agosto e premiò Danilo Amato (fratello di Umberto) anche lui sbarcato dal palietto del Valle.In questo anno il rione del faro lottava per la conquista della coppa d'oro.A livello di pronostico, il nostro equipaggio era tra gli outsider per la vittoria.Il 15 di agosto le condizioni meteo marine segnavano forte vento di maestrale, e nella prima vasca questo impedì al nostro armo di esprimersi al meglio, tanto da presentarsi alla girata di fuori come terzo guzzo; ma appena scapolati il gavitello la maestria di Cicchetto e soprattutto di Angioletto, ci aiutarono a cavalcare delle onde, che ci permisero di ottenere già un discreto vantaggio alla prima di terra e mantenerlo fino alla fine.Appena tagliato il traguardo l'entusiasmo tra i crocialioli fu doppio, sia per la vittoria del palio, sia per aver tolto la coppa d'oro al Valle.
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Anno 1985 Carissimi rionali con il 1985 siamo pronti a rivivere i momenti più emozionanti della nostra storia.Dopo la strepitosa vittoria dello scorso anno,tra l'altro togliendo dalle mani vallaiole la coppa d'oro, il nostro equipaggio dopo aver festeggiato al lungo si ripresenta ai nastri di partenza più compatto che mai.Il programma degli allenamenti a terra, sono frutto dell'esperienza di Umberto e Sergio maturata durante l'anno nelle proprie discipline (karate - corsa podistica).Mentre per gli allenamenti a mare, la capacità di Michele portò all'equipaggio a effettuare grandi vogate di fondo e velocità.Il 15 Agosto l'armo si presentò alla sfida con tanta voglia di compiere un'altra impresa.Infatti già dalle prime vasche il distacco dagli altri equipaggi fu talmente netto da permettere ad Angioletto di presentarsi alla girata terra con il braccio alzato.Forse per noi crociaioli questa è l'immagine più ricorrente nelle nostre menti per identificare la nostra coppa d'oro.Alla fine della gara, ottenemmo la seconda vittoria consecutiva.Non si fece in tempo a festeggiare, che i pensieri erano già rivolti al prossimo palio, il più importante.
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Anno 1986 Cari amici crociaioli, ci siamo.Il 1986 è l'anno della coppa d'oro.Per la terza volta consecutiva la sorte ci affida il battello Scirocco, che in pratica dal 1979 non ci ha mai abbandonato.Ci presentiamo al grande appuntamento della nostra storia,con un equipaggio pronto ad affrontare qualsiasi insidia dovuta agli avversari.Gli allenamenti in preparazione alla gara, furono seguiti scrupolosamente da Michele e i suoi ragazzi.Il 15 Agosto, ci presentammo sul gavitello coscienti di avere dalla nostra parte tutti i favori del pronostico.La gara, in se e per sè,con tutto il rispetto per gli avversari, fu una vera e propria dimostrazione di forza e di tecnica.Il distacco sul secondo classificato (la Fortezza) fù di 16 secondi.Questo magnifico risultato, oltre a consegnarci il mitico trofeo,consacrò definitivamente Angioletto come una tra i più grandi, se non addirittura il più grande, capovoga della storia del Palio Marinaro dell'Argentario.Ci restituì un grande motivatore come Michele Cicchetta, una coppia di atleti come i fratelli Amato, definiti come la nuova "coppietta" degli anni ottanta, e Sergio Schiano un vero professionista del reme e della perfezione.Anche se nella vita mai dire mai, per il nostro rione, trovare un simile equipaggio sarà molto dura, quindi tramite questo sito siamo di nuovo a ringraziare questi nostri "eroi" biancorossi per il risultato raggiunto.GRAZIE RAGAZZI.
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Anno 1987 Prorpio così, il 1987 rappresenta per i nostri colori, un anno di transizione.Purtroppo dobbiamo dire che la riconferma del mitico equipaggio, che per tre anni consecutivi ci ha regalato splendide vittorie e soprattutto la coppa d'oro, non avvenne.A distanza di tanti anni, ancora oggi non trapelano i motivi che portarono alla spaccatura del gruppo; qualcuno rivendica l'orgoglio di essere stato il principale interprete della conquista della coppa d'oro, altri spinti forse da qualche sirena economica, sta di fatto che il consiglio direttivo si trovò difronte all'unica riconferma di Galatolo Angelo e di ricomporre attorno a lui l'intero armo.Tutto sommato venne allestito un gruppo dove trovò spazio la grande esperienza del mitico Maurizio Capitani (in altre occasioni di comune accordo gli abbiamo dato in testa) due ragazzi di belle speranze come Vincenzo Di Roberto e Stefano Fiorelli mentre il timone fù affidato a Roberto Palombo detto Piovino.Sulla carta il nostro equipaggio era inserito nella lista dei papabili vincitori, ma purtroppo causa un incidente accorso a Vincenzo Di Roberto, cinque gironi prima del sparo, ci presentammo al via con qualche difficoltà.Nonostante tutto tagliammo il traguardo in terza posizione a 9 secondi dal primo clasificato.
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Anno 1988
Come già accennato la volta scorsa, i primi anni che seguirono la vittoria della coppa d'oro, segnarono un periodo di riflessione e tranquillità per l'intero consiglio direttivo che dopo tre anni all'insegna del sacrificio più totale, decise di rifiatare e di intraprendere la strada della valorizzazione dei giovani.A seguito dell'accettabile risultato della passata stagione, visto l'incidente occorso a Vincenzetto cinque giorni prima della gara, il capitano Marcello Fantaccini, decise di riconfermare Roberto Palombo, Vincenzo Di Roberto e Stefano Fiorelli e di affiancargli due nuovi giovani alla prima esperienza quali Mauro Schiano e Fabio Picchianti.Un armo tutto sommato pronto ad affrontare la sfida del palio, ma rivolto soprattutto al futuro.Nonostante la buona volontà, i nostri ragazzi non riuscirono ad ottenere meglio della terza posizione.
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Anno 1989 Proseguendo la nostra carrellata di presentazione degli equipaggi che ci hanno rappresentato nell'arco della storia del palio, siamo giunti all'anno 1989, dove troviamo ancora una volta a dirigere il rione Marcello Fantaccini.Di nuovo spazio ai giovani, con la riconferma per il terzo anno consecutivo del duo Vincenzo Di Roberto e Stefano Fiorelli, due elementi che nonostante i risultati ottenuti (tre terzi posti) hanno dimostrato di saperci fare.La scelta del timoniere ricadde su di Angelo Picchianti (Bubi), appena sbarcato dall'equipaggio del Valle che in seguito conquisterà la coppa d'oro, mentre gli altri due elementi che chiusero il cerchio dell'equipaggio furono Luigi Lauro e Alessandro Palombo.Per quanto riguarda più strettamente la gara, il nostro armo non suscitò una grande impressione, anche se l'orgoglio e la determinazione dei nostri giovani ci portarono a tagliare il traguardo con un terzo posto finale.
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Anno 1990 L'anno che presentiamo oggi, oltre ad avere un equipaggio nuovo di zecca, ci offre un cambio ai vertici del rione dove al capitano uscente Marcello Fantaccini subentra Mirio Ansideri.Anche per questa edizione, il nostro rione partecipa alla sfida del 15 con un un armo giovane e totalmente rinnovato, con un gradito ritorno al timone di un personaggio che precedentemente ha contribuito a segnare alcuni anni della storia biancorossa e cioè Nazzareno Bausani detto "Cappuccella".Il gruppo che Neno riuscì in qualche modo a plasmare nel periodo degli allenamenti, era composto da ragazzi alla prima esperienza, vogliosi di sacrifacarsi e soprattutto di met-tersi in mostra.Cappuccella dal canto suo,avendo a disposizione un armo leggero, decise di impostare gli allenamenti e di conseguenza la gara, con un alto ritmo di palate.Il 15 purtroppo questo tipo di tattica non premiò, tanto da farci tagliare l'arrivo con un terzo posto.I giovani che difesero i nostri colori furono oltre a Neno, Riccardo Ansideri, Paolo Sordini, Riccardo Terramoccia e Andrea Mataloni.
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Anno 1991 Rispetto all'ultima edizione, il consiglio direttivo decide di effettuare un solo cambio in seno all'equipaggio.Infatti all'uscente Riccardo Ansideri subentra Claudio Tortora, un nuovo giovane per continuare il progetto portato avanti da qualche anno.In questo anno il timoniere Nazzareno Bausani adotta una particolare preparazione per l'armo biancorosso, basata soprattutto sul sovraccarico, proponendo mazzere di pietra sopra il guzzo, e vogate da fermo con il battello legato a terra tramite un canapo non estensibile.Avendo un gruppo di giovani affiatati, Neno cercò di sfruttarne tutta la voglia e l'entusiasmo.Purtroppo il 15 Agosto avendo sorteggiato il primo gavitello, con una brezza di maestrale che soffiava nello stadio di Turchese, non riuscimmo a fare la gara che ci eravamo programmati.L'equipaggio che partecipò in difesa dei nostri co-lori era così composto: Nazzareno Bausani, Riccardo Terramoccia, Claudio Tortora, Paolo Sordini e Andrea Mataloni.Risultato ottenuto 4° classificato.
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Anno 1992 Dopo la conquista della coppa d'oro, non siamo più riusciti a ben figurare nelle sfide del 15 Agosto.La scommessa di imbarcare gente giovane e alla prima esperienza, in questi anni non ha pagato.Purtroppo anche il 1992 nonostante l'investitura da parte del consiglio direttivo di continuare sui giovani, non ha dato esiti positivi.Riconfermati dalla passata stagione troviamo il timoniere Nazzareno Bausani, Riccardo Terramoccia e Claudio Tortora.Vengono imbarcati, per continuare la linea verde Marco Fanciulli e Gabriele Gabrielli.Le aspettative su di questo equipaggio sin dall'inizio non erano di vittoria, ma di ben figurare.Il giorno del palio, questo non accadde, forse per l'emozione o magari per l'inesperienza il nostro giovane armo sul campo di gara si classificò al quarto, per poi passare al terzo causa la squalifica del Valle.
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Anno 1993 Il 1993 rappresenta per il rione Croce un anno di svolta sia a livello dirigenziale sia a quello legato strettamente all'equipaggio.Ai vertici del rione abbiamo un passaggio di consegne tra Mirio Ansideri e Sergio Schiano.Dopo aver conquistato la coppa d'oro da vogatore, per Sergio inizia una nuova carriera dirigenziale, che con gli anni gli riserverà molte soddisfazioni.Diciamo che insieme ad un gruppo di consiglieri abbastanza uniti negli intenti riesce a dare quella ventata di rinnovamento che da tempo ci si aspettava.Numerose le iniziative di coinvolgimento rionale faranno da cornice a questo direttivo.Per quanto riguarda il lato più strettamente tecnico, dopo una lunga striscia di insuccessi, la composizione dell'armo viene affidata a Corrado Fanciulli, alias lo Speziale.Da subito le intenzioni di Corrado sono quelle di beneficiare di persone ricche di esperienza, quali suo fratello Roberto, di Daniele Galatolo detto Zannetta, di Mario Loffredo detto Pandoro e di lanciare nella mischia un giovane alla prima esperienza, come Andrea Metrano.Fin da subito si capisce che l'equipaggio così composto ci poteva regalare delle soddisfazioni; nonostante tutto i favori del pronostico, vedevano uno scontro tra la Pilarella e il Valle, considerando la Croce un outsider.La gara dopo poche girate, dimostrò i valori che durante gli allenamenti il nostro battello aveva prodotto, cioè l'avvantaggiarsi sugli altri rioni di vasca in vasca.Tagliammo il traguardo solitari, scatenando la gioia oramai repressa da qualche anno dei nostri contradaioli.
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Anno 1994 Quello del 1994, è senza dubbio uno dei palii che resterà più impressi nelle menti dei tifosi crociaioli.Una gara in rimonta, su di una Fortezza che dalle prime battute aveva un ritmo di gara vertiginoso, che gli permise di avvantaggiarsi sugli altri tre rioni.Per quanto riguarda il nostro equipaggio, dopo la splendida vittoria del palio precedente, era d'obbligo per il consiglio direttivo, confermare in blocco l'armo vincente.L'affiatamento dei nostri ragazzi, aveva permesso a quest'ultimi di iniziare la preparazione a terra nel periodo invernale; infatti alla palestra facevano seguito le varie sbiciclettate per tutte le salite dell'Argentario.Ci presentammo al via del 15 Agosto con i favori del pronostico, ma senza perdere d'occhio il rione del Forte, il cui capovoga Angioletto durante gli allenamenti pre-palio aveva dato spettacolo per stile di voga e per forza.Insomma gli ingredienti giusti, per assistere ad una gara entusiasmante.La nostra vittoria, per alcuni fu una regalo da parte del giovane timoniere della Fortezza, il quale sarebbe incappato su qualche errore in girata, per altri invece fu frutto della volontà dei nostri portacolori, che portò ad inseguire accanitamente ed affiancare alla settima girata l'armo giallo rosso verde e superarlo decisamente nel finale regalandoci la seconda vittoria consecutiva.I ragazzi che parteciparono per ilnostro rione furono: timoniere Corrado Fanciulli,Roberto Fanciulli, Daniele galatolo, Mario Loffredo e Andrea Metrano.
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Anno 1995
Dopo le due vittorie consecutive, nel '93 e '94 ci apprestiamo a vivere sia a livello di consiglio, sia a livello di equipaggio, un anno pieno di tensione e di preoccupazioni.Fin da subito, alcune incomprensioni e qualche screzio, intaccano quella che per due anni era stata l'arma vincente, cioè l'armonia e la compattezza.Registriamo lo sbarco di Mario Loffredo, uno dei più grandi terzi remi della storia del palio.Dopo alcune prove, Corrado d'accordo con il resto dell'equipaggio, decise di imbarcare Marco Fanciulli, meglio conosciuto come Baldovino.L'appuntamento del 15 Agosto, è come non mai di notevole importanza, tanto da farci iniziare la preparazione in notevole anticipo rispetto agli altri.Nonostante i grandi sacrifici e un impegno continuo, con la testa sempre concentrata sul guzzo, i nostri valorosi portacolori, difronte ad un equipaggio superiore come la Pilarella, dovettero alzare bandiera bianca, conquistando la piazza d'onore del secondo posto.La delusione che attanagliò l'intero rione, fu talmente forte che per molti giorni rimanemmo nel pieno dello sconforto.Comunque dopo tutto, saremo sempre grati a questi ragazzi per le forti emozioni che ci hanno fatto vi-vere.Corrado Fanciulli, Roberto Fanciulli, Daniele Galatolo, Marco Fanciulli e Andrea Metrano sono i ragazzi che hanno difeso i colori biancorossi nella sfida del 1995.
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Anno 1996 In quest'anni la coesione tra consiglio direttivo ed equipaggio, fa sì che nei momenti di difficoltà le cose si superino agevolmente. Dopo la grossa delusione di aver perso la coppa d'oro l'anno passato, a scapito di un' ottima Pilarella, fece aumentare la grinta e la determinazione in tutti noi.Il confermato Corrado, decise di apportare una modifica in seno all'armo, infatti all'uscente Andrea Metrano gli subentra Emilio Coccoluto, mentre per il resto troviamo dinuovo al primo reme Roberto Fanciulli, al secondo Daniele Galatolo al terzo Marco Fanciulli e al quarto il nuovo arrivato.Il 1996 è l'anno da ricordare anche per il varo del nostro battello rionale,il Bifero,che sotto l'esperta regia del calafato Mauro Muzzi e la volontà di Gabriele Sclano, venne completato in tutti i suoi particolari, tanto da assomigliare al battello ufficiale del Palio. Inoltre altra novità di quell'anno, fu l'inserimento nella grande famiglia biancorossa del preparatore Roberto Gori, cui fu affidata la preparazione atletica.La gara in sè, fu molto avvincente, in quanto le prime vasche videro avvantaggiarsi notevolmente il rione Pilarella(con equipaggio riconfermato), ma che con passare dei metri,il nostro armo, come un diesel, uscì alla distanza tanto da arrivare in un primo tempo il rione di via del Molo, per poi avere quello spunto in più che fu determinante per la nostra vittoria finale e soprattutto la nostra rivincita.
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Anno 1997 Quest'ultimi anni novanta, sono contrassegnati dall'alternarsi di vittorie tra noi e il rione Pilarella.Il palio di quest'anno, è senza dubbio uno di quelli che verranno raccolti nel libro dei ricordi, in quanto a livello di gara è stata davvero memorabile sotto tutti i punti di vista.Il dualismo nato tra Corrado e Michele Cicchetta, rende ancor più appossionante le gara; un duello a distanza combattuto sul filo di lana, senza riasparmiarsi un colpo.Dopo il successo del 1996, la riconferma dell' equipaggio è scontata, così ci apprestiamo a gareggiare con Corrado Fanciulli al timone, Roberto Fanciulli primo reme, Daniele Galatolo al secondo reme, Marco Fanciulli al terzo e Emilio Coccoluto al quarto. Il nostro armo, come sempre, si era preparato con scrupolo e serietà, alternando alla preparazione a terra (bicicletta - corsa) anche la voga nel periodo invernale.Arriviamo all'appuntamento del 15 Agosto consapevoli di tutto quello che di buono avevamo fatto negli allenamenti, quindi vogliosi e determinati alla vittoria. Partiti in sordina, con l'andare della gara producemmo una rimonta incredibile, fino ad insidiare il rione Pilarella, che nel serra finale ebbe quel colpo di reni in più che fu determinante per la loro vittoria.
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Anno 1998 Con il 1998 si chiude il ciclo di un grande equipaggio, che sicuramente resterà nei cuori biancorossi, per i tanti momenti di gioia che ci ha fatto vivere.Infatti soltanto un elemento decide di prolungare la sua avventura in difesa dei colori della Croce, cioè Corrado Fanciulli.Abbiamo un gradito ritorno di Andrea Metrano e suo fratello Luca, Alfredo Capitani e Claudio De Luca(figlio del grande trainer Giampiero).I programmi decisi e presi dal consiglio direttivo e il timoniere, sono quelli di allentare un po' la presa, visti gli anni di sacrifici appena trascorsi e di investire su di un equipaggio giovane.Per dire la verità il completamento dell'armo, arrivò all'ultimo momento e tutti eravamo coscenti di quello che andavamo incontro.Nonostante tutto, i nostri ragazzi, riuscirono a concludere la gara al terzo posto, onorando i nostri colori.Questa edizione, inoltre sarà ricordata anche per l'affiliazione alla Federazione Italiana Canottaggio a sedile fisso.
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Anno 1999 Sicuramente questo è un anno che verrà ricordato da molti, in quanto oltre ad essere il palio in cui la Pilarella si gioca la coppa d'oro, è anche quello della partenza ritardata; infatti la posta in palio è alta, la tensione la fa da padrone e il nervosismo aleggia tra i quattro equipaggi.Dopo qualche minuto di riscaldamento, il nostro armo chiede alla giuria di verificare tramite sub (Baglioni) le condizioni del battello, in quanto il nostro timoniere pensava di essere stato boicottato.Da qui le polemiche degli altri tre rioni, mentre i supporters biancocelesti si apprestavano a sciogliere l'ormeggio del 4° gavitello facendolo andare alla deriva.Dopo l'ispezione negativa sul battello della Croce, il riaggancio del ga- vitello e un breve riscaldamento, lo sparo del giudice sancì il via del Palio Marinaro.Fin da subito il nostro equipaggio ebbe la meglio sugli altri tre rioni e con acume tattico e soprattutto di potenza, condussero una gara encomibile sotto tutti i punti di vista.La preparazione in questa edizione fu integralmente condotta da Roberto Gori (attualmente nostro preparatore),che dall'alto della sua sapienza riuscì a portare i ragazzi nelle migliori condizioni fisiche.Vincemmo un palio alla grande manifestando una netta superiorità.Gli elementi che componevano il nostro armo furono: Corrado Fanciulli, Angelo Galatolo, Maurizio Coccoluto, Mario Loffredo e Alfredo Capitani.
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Anno 2000 Dopo la vittoria dell'anno precedente, che oltre ad assegnarci lo stendardo, segnò la mancata conquista della coppa d'oro da parte della pilarella.Ci presentiamo al via di questa edizione con un cambiamento in seno all'equipaggio, dove a Maurizio Coccoluto subentra Andrea Metrano.Un anno per certi versi difficile, in quanto riconfermarsi non è mai semplice.Comunque, nonostante tutto, la meticolosità di Corrado e l'esperienza accumulata dai nostri ragazzi, fece si che arrivammo nel periodo caldo del palio in ottime condizioni atletiche e mentali.La gara in se per sè, fu avvincente ed emozionante ed ebbe come principale protagonista il nostro quintetto., che alla fine di una gara tirata riuscì a tagliare il traguardo al primo posto.Da poppa a prua, Corrado Fanciulli, Angelo Galatolo, Alfredo Capitani, Mario Loffredo e Andrea Metrano.
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Anno 2001 O per errori o per sfortuna, sta di fatto che nel momento di fare il grande salto per aggiudicarsi l'ambito trofeo, siamo dinuovo a leccarsi le ferite per l'ennesima sconfitta.A differenza del 1995, dove il cammino della Pilarella era davvero imbattibile, la sconfitta di quest'anno è una vera e propria compartecipazione di errori tra il consiglio e l'equipaggio, dove magari ai primi screzi tra i vogatori, i consiglieri dovevano intervenire e prendere,anche se a pochi giorni dal Palio, delle forti decisioni e magari fare qualche sbarco.Invece per il bene di tutti, sì è lasciato tutto inalterato e abbiamo ottenuto sul campo di gara un deludente quarto posto, che in seguito alla squalifica della Pilarella diventò un terzo.Eppure iniziammo gli allenamenti con lo stesso entusiasmo e determinazione degli anni mi-gliori.Tutto filava liscio fino a quandò la tensione iniziò a subentrare sugli elementi migliorie da lì a poco a poco il sogno svanì.Gli elemeti che ci rappresentarono in questa sfida furono: Corrado Fanciulli, Angelo Galatolo, Alfredo Capitani, Mario Loffredo e Emilio Coccoluto.
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Anno 2002. Dopo aver perso la possibilità di aggiudicarsi la seconda coppa d'oro, in seno al consiglio direttivo nascono delle diatribe che porteranno di fatto ad una vera propria rivoluzione nel modo di pensare nei confronti dell' equipaggio.Diciamo subito che la decisione in primis, fu quella di sbarcare per intero l'armo del 2001, con l'unica eccezione di sentire il timoniere Corrado Fanciulli, per rimanere con un equipaggio composto da giovani.Dopo un breve colloquio con il capitano, ed alcuni consiglieri, la risposta fu quella di rinunciare all'imbarco da parte di Corrado.Per qualche tempo si cercò di individuare un timoniere deciso ad investire su dei ragazzi.I tentativi furono diversi, ma alla fine il mandato ricadde su Sergio Schiano, già capitano del rione.L'armo che si andò a compattare, dopo qualche rinuncia importante, fu con Fabio Gabrielli, Mario Rossi, Sirio Scotto e Andrea Sclano.Tutti ragazzi alla prima esperienza compreso Sergio al timone.Gli allenamenti assidui e la volontà nella preparazione, non bastarono ai nostri portacolori di competere per la vittoria.Dopo un buon avvio, forse l'emozione il quarto gavitello e soprattuto il marettolo,non ci permisero di ottenere un degno risultato;terminammo la gara distaccati dal primo, ma nonostante la delusione a bordo riuscimmo a onorare lo stesso la gara.
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Anno 2003 Dopo aver incassato una sonora sconfitta, culminata con un netto quarto posto, il consiglio direttivo crociaiolo decide di ritornare a cavalcare il pensiero di costruire un nuovo equipaggio basato sull'esperienza.In un primo momento i vari addetti all'equipaggio riscontrano diverse difficoltà nell'assemblare un armo competitivo, in quanto i ragazzi chiamati a gareggiare per i colori biancorossi, per un motivo o per l'altro, declinavano l'invito.Ma tuttavia con l'avvicinarsi del 15 Agosto con un colpo di coda e con tutta la maestria del caso, i vari consiglieri riuscirono a costituire un degno equipaggio.Al timone la scelta ricadde su Roberto Palombo detto "Piovino", un timoniere dalla grande esperienza, al primo reme Roberto Sclano, al secondo Daniele Benedetti, al terzo Riccardo Capitani e al quarto l'unica riconferma dell'edizione precedente cioè Mario Rossi.In gara i nostri ragazzi si dovettero scontrare con l'armo della Fortezza, che l'anno successivo conquisterà con merito la coppa d'oro, quindi un impegno importante d'affrontare.I nostri portacolori non partirono assolutamente battuti, anzi per le prime vasche tenemmo testa ai "fortezzaioli", ma con il passare della gara, venne fuori il valore della preparazione che senza dubbio premiò i nostri avversari, anche perchè i nostri giovani ebbero soltanto due mesi di intenso lavoro tra terra e guzzo in mare.Nonostante tutto riuscimmo a tagliare il traguardo con otto secondi di distacco.
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Anno 2004 Dopo aver disputato un ottimo palio nel 2003, le varie vicessitudine a livello di consiglio direttivo comportano la riconferma soltanto di Mario Rossi. A questo punto la decisione è quella di puntare su di un equipaggio di esperienza. Il ritorno al timone di Corrado Fanciulli preclude l'arrivo sula panca del capovoga di Angelo Galatolo e su quella di prua di Andrea Metrano. A completare la rosa del team biancorosso è l'ingaggio di Alessio Schiano al terzo reme. La preparazione ha inizio sin dal mese di ottobre alternando dura palestra a grandi vogate di fondo. Purtroppo si arriva al mese di agosto con qualche problema di assetto e soprattutto di riscontro cronometrico, in quanto gli allenamenti non davano modo di confrontarci con gli altri rioni. Infatti la gara dimostrò tutte le nostre lacune e nonostante la Fortezza perse il timone, rallentando la sua marcia,non riuscimmo a trarne nessun vantaggio e tagliammo il traguardo al terzo posto provocando delusione tra i nostri rionali.
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Anno 2005 La sonora sconfitta del 2004 ha bruscamente interrotto il progetto che il consiglio direttivo in carica si era pianificato.Senza ombra di dubbio, ci siamo presentati al giorno del Palio in condizioni non ottimali, forse a causa di una preparazione fisica che è andata oltre un certo limite.A questo punto, visto che chi dirige deve tener conto soprattutto del consenso dei propri rionali, ci siamo trovati difronte ad un malumore generale che ha innescato la nuova rivoluzione tecnica.Si è passati ad un timoniere giovane come Angelo Orsini, ad un capovoga di elevata esperienza come Daniele Benedetti, ad un ritorno di Alfredo Capitani al secondo, ad un giovane al terzo come Ugo Solari e al quarto l'unica conferma di Mario Rossi.Dopo poche settimane di allenamenti, consapevoli di un battello che non scivolava al meglio e approfittando dello sbarco dalla Fortezza di Marco Berogna, si decise di imbarcare quest'ultimo al terzo e di mettere in terra il Solari.Dopo un periodo intenso di allenamenti ci presentiamo al via della gara con molte canches di vittoria.Purtroppo i vari colpi del mare ci hanno danneggiato e soprattutto costretto a qualche sbaglio che alla fine ci è stato fatale.
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Anno 2006
La ricca storia degli equipaggi della Croce si arricchisce con l'armo che ci ha rappresentato in questa edizione.Dobbiamo innanzitutto dire che le responsabilità della prestazione di quest'anno sono da imputare senza ombra di dubbio al consiglio direttivo e non all'armo stesso, in quanto nei momenti chiave della stagione non è stato in grado di prendere delle decisioni importanti che senza ombra di dubbio hanno influenzato tutta la stagione.Siamo arrivati a due mesi dal palio con un estenuante tira e molla di imbarchi e sbarchi che alla fine non hanno fruttato niente, soltanto perdita di tempo.A questo punto la decisione finale è stata di imbarcare ragazzi giovani con un timoniere di eperienza.Il giro di consultazioni è partito con l'entrata di Roberto Palombo al timone che ci ha permesso di imbarcare tre elementi che ci avevano rappresentato con successo nella gara del paliaccio e cioè Angelo Orsini, Michele Orsini e di Simone Ballerano, mentre per la quarta scelta siamo ricorsi direttamente da una promessa del nostro palietto Emilio Ballini appena diciottenne.La gara purtroppo sappiamo come è andata e sicuramente la poca esperienza rispetto agli altri equipaggi, il gap di preparazione sono stati fattori non di poco conto che nonostante tutto non ci hanno fatto sfigurare.
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